Un percorso di crescita personale e professionale.

Da quando il termine Personal Branding appare per la prima volta in un articolo dello scrittore Tom Peters il mondo è molto cambiato e con esso il modo stesso di percepire noi stessi sia nella vita privata che in quella professionale.

Scrive Peters: «Qualunque sia la nostra età, la nostra posizione sociale, il lavoro che ci troviamo a fare, tutti dobbiamo capire l’importanza del Branding. Noi siamo gli amministratori delegati delle nostre stesse aziende: la IO S.p.A. Per rimanere sul mercato oggi, il nostro lavoro principale è essere il responsabile marketing del Brand chiamato Tu». 

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Se questo era vero nel 1997, ai tempi della globalizzazione digitale di Google e dei Social Network in cui tutti, a vario livello e a vario titolo, trasmettiamo un’immagine di noi che sconfina dalle pareti domestiche o dal circolo di amici e colleghi per raggiungere potenzialmente ogni angolo del pianeta, questa affermazione ha una valenza davvero universale.

Il Personal Branding è divenuto quindi un aspetto molto importante delle nostre vite, da costruire e tutelare al meglio, sia off-line che on-line. Se ne parla sempre più spesso confondendolo però con altre attività che invece ne rappresentano solo una parte oppure che non hanno nulla a che vedere con questo processo.

Fare Personal Branding non significa solo curare meglio la nostra immagine on-line o avere una bella foto sul profilo di Linkedin (per quanto certamente importante), ma intraprendere un percorso che coinvolge parti profonde di noi stessi che richiede tempo, dedizione, passione e grande onestà.

Come ci suggerisce il suffisso inglese ing si tratta di un’attività in progress che si compie giorno dopo giorno. L’idea di Branding normalmente si riferisce ad un insieme di aspetti emozionali nei confronti di un prodotto, un servizio o un marchio. In questo caso invece l’aggettivo Personal rinvia al singolo individuo, che si espone in prima persona in contrapposizione quindi all’idea di Corporate.

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Ognuno di noi è unico per cui non vi sono regole valide per tutti. Ognuno di noi ha proprie specificità, propri obiettivi e una reti di relazioni per cui non intendiamo in questa sede fornire strumenti specifici. Ne esistono già molti, tra cui il celebre Canvas creato da Alexander Osterwalder e Yves Pigneur, che ci possono supportare passo a passo. Possiamo inoltre inventare modelli personalizzati in base al tipo di obiettivi e al settore di riferimento. La nostra storia dovrebbe essere raccontata in modo semplice e coerente, per questo occorre operare scelte sia rispetto ai contenuti che ai mezzi da utilizzare.

Se è vero che ogni narrazione è unica, è altrettanto vero che non è possibile fare Personal Branding senza definire in modo chiaro 3 aspetti:

  • Chi siamo
  • Cosa facciamo
  • Cosa ci rende differenti

Sembrano tre domande semplici ma chiunque abbia almeno iniziato questo percorso si sarà senz’altro accorto di quanto sia difficile rispondervi! Riassumere in poche righe le proprie competenze con uno stile personale e in modo efficace richiede molte energie. Si possono utilizzare post-it, sessioni di Brain Storming, mappe concettuali e si possono inoltre coinvolgere persone fidate per aiutarci a definirci, ma probabilmente le risposte che forniremo oggi non andranno bene tra un mese o tra un anno. Affidarsi a professionisti del settore aiuta proprio ad indirizzare al meglio questi sforzi declinando sui vari strumenti di cui occorre conoscerne le specificità, tenendo conto degli aspetti di interazione con la Community.

Se è vero che tutto comunica, il nostro abbigliamento, la nostra voce, il taglio di capelli o le scarpe che indossiamo, cosa dire allora di articoli che parlano di noi, delle nostre foto in vacanza o dei nostri Tweet?

In un certo senso dobbiamo imparare una nuovo linguaggio, fatto di regole grammaticali proprie, di tempi, di stili e comportamenti prima inesistenti. La rete amplifica nel bene e nel male l’immagine che trasmettiamo di noi stessi, modificandola e modellandola. Commenti, video, post di altri… tutto concorre alla creazione del nostro Personal Branding ed è per questo che è fondamentale curarne con attenzione ogni aspetto, non aspettando che il Web si riempia di contenuti altrui riferiti a noi ma di contenuti reali, sinceri e approvati da noi.
Quanto siamo consapevoli della nostra immagine?
Cosa faremo oggi per il nostro Personal Branding?

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1 Comment

  1. […] un mondo fatto di like, condivisioni e retweet. Dove anche per cercare lavoro occorre avere un Personal Branding online accurato e pulito, la rete ha infatti trasformato il mercato del lavoro. Non solo […]

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