In una tranquilla domenica mattina al MAXXI di Roma (accanto all’inaspettata quanto piacevole presenza dell’architetto Renzo Piano in visita privata) noi di Iglooo ci siamo imbattuti nella mostra Maurizio Sacripanti, Expo Osaka ’70. Un affascinante percorso che esplora il visionario progetto dell’architetto romano, per il padiglione Italia di Osaka ’70

SACRIPANTI_OsakaMAXXI_iglooo_mostre

Expo Milano 2015 è stata un’importante occasione per riflettere sul progetto che Maurizio Sacripanti presentò alla commissione esaminatrice in occasione di Expo Osaka 1970. Un’invenzione architettonica che rifletteva appieno le convinzioni di un architetto eclettico ed innovativo. Progettista e docente universitario il lavoro di Sacripanti è stato fortemente influenzato dalle amicizie con artisti, letterati e scienziati che hanno inciso profondamente sulla sua vita lavorativa, anche in virtù del suo essere un convinto sostenitore dell’inscindibilità delle discipline artistiche.

Maurizo Sacripanti, Teatro di CagliariMaurizo Sacripanti, Teatro di Cagliari

Il lavoro di Maurizio Sacripanti si può riassumere in un equilibrato connubio tra originalità, sperimentazione e soprattutto una concezione dell’architettura come funzione del tempo oltre che dello spazio. Sacripanti ha dedicato grandi sforzi nell’affermare il rapporto tra architettura e tecnologie avanzate, considerando la composizione mobile come spazio flessibile e proponendo progetti che fossero in grado di reinventare il tessuto urbano. L’articolazione volumetrica si ritrova in molti dei suoi progetti, tutti accomunati dalla ricerca di un significato materico che si manifesta nella passione per l’espressività plastica del cemento armatoQuello di Sacripanti è un linguaggio innovativo, che considera il rapporto con l’industrializzazione e l’edilizia una componente rilevante nella progettazione. Fu tra i primi ad utilizzare gli elementi nodali, la serialità e le unità modulari, caratteristiche oggi imprescindibili nella progettazione architettonica.

MAXXI_SACRIPANTI_Osaka1970_modello_selezione mostre igloooFotografia del prototipo del padiglone di Oscar Savio

L’esposizione al MAXXI Maurizio Sacripanti. Expo, Osaka ’70, è dedicata al progetto che l’urbanista e il suo team di lavoro (composto da Nonis, Dècina, Perucchini, Latini, Perilli, Pedio e Leoncilli) presentarono per il padiglione italiano. La mostra affronta le varie fasi dello studio ed evidenzia una grande contemporaneità nelle forme fluide e nei meccanismi di moto. Nonostante il progetto non fu realizzato – venne infatti preferito il disegno dello studio di Tommaso e Gilberto Valle- nella relazione della commissione giudicatrice si legge che sono stati ravvisati nella proposta di Sacripanti 

spiccati caratteri di originalità inventiva – sebbene il progetto di Valle fornisse – maggiori affidamenti di poter essere realizzato in Giappone nei limiti di tempo e di spese previsti.

sacripanti expo 70 MAXXI - stuidio valle progetto vincitore appalto osaka 70Padiglione italiano EXPO ’70 || Studio Valle

Il padiglione dinamico ed avanguardista di Sacripanti sarebbe stato uno spazio architettonico capace di mutare nel tempo e nello spazio e in grado di offrire una esperienza sensoriale imprevedibile e allo stesso concreta ai visitatori. Il progetto fu sviluppato con un linguaggio architettonico che sperimentava una predilezione per lo spazio scenico mobile e sarebbe stata un’occasione per dare forma al tema dello spazio in movimento. Invenzione dinamicità e spettacolarità sono i 3 temi che hanno guidato la progettazione del Padiglione Osaka: un’architettura vivente, ispirata agli organismi cellulari, pensata come un viaggio in un corpo pulsante, perché come scriveva Sacripanti nella relazione del progetto «Uno spazio che si muove può significare un Paese che si muove».

MAXXI_SACRIPANTI_Osaka1970_Modello_mostre iglooo selezione

Il progetto di Sacripanti comprende due piani espositivi sospesi e una doppia serie di sette lame circolari di dimensioni decrescenti, sostenute in verticale da torri metalliche. Queste lame oscillanti, azionate da un sistema pneumatico, si muovono in modo indipendente l’una dall’altra, generando spazi interni/esterni sempre diversi, anche per il flettersi e il tendersi del mantello esterno realizzato in materiale plastico. Obiettivo principale della struttura è garantire combinazioni infinite, realizzando modifiche spaziali mai ripetitive. Ruolo di particolare rilievo è affidato alla luce che attraversa le membrane trasparenti del mantello esterno, con traiettorie sempre differenti dovute ai diversi gradi di inclinazione; rifrazioni luminose che contribuiscono alla ulteriore dilatazione/contrazione dello spazio espositivo del padiglione.

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 Ho ritenuto un’architettura in parziale movimento particolarmente adatta a un tema come quello di un’esposizione mondiale, nel quale l’inventiva e anche al sorpresa, fanno parte delle regole del gioco.

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Con la mostra MAURIZIO SACRIPANTI. EXPO OSAKA ’70 si rompe il silenzio che troppo a lungo ha avvolto il lavoro dell’architetto romano. 

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