Nuovi trend dal mondo fashion. Non si tratta di palette colori e nuovi tessuti da sperimentare, non solo almeno, i primi mesi del fashion 2018 ci hanno mostrato una grande integrazione con la tecnologia e la realtà aumentata. Come sempre spazio a chi osa e a chi sa anticipare le esigenze del mercato!

Nei mesi scorsi su Instagram è apparso e si è fatto notare – per dovere di cronaca ha già oltre 65 mila follower – Shudu, la prima digital supermodel. Opera del fotografo di moda Cameron James-Wilson che ha curato la progettazione e realizzazione di un progetto che, ad onor del vero, ha iniziato a farsi notare grazie Fenty Beauty by Rihanna. Il brand di make up ha ripreso un’immagine di Shudu che indossava l’iconico rossetto arancione.  Prima del boom di follower dovuto a questo regram, sul profilo di Shudu non era chiaro che si trattasse di una digital woman. L’engagement derivato dal repost (ha superato di quasi 4 volte il numero medio di like), Cameron ha iniziato a rispondere ai messaggi, rivelando finalmente l’identità di Shudu.

🍊🍊🍊 . . 📸@cjw.photo . #fenty #fentybeauty #mattemoiselle #sawc #3dart

Un post condiviso da Shudu Gram (@shudu.gram) in data:

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A porposito di modelle, anche durante l’ultima fashion week milanese la tecnologia è diventata protagonista, addirittura prendendo il post delle moelle in passerella. Dolce&Gabbana infatti hanno rottamato (almeno nella prima parte dello show) le modelle a favore dei droni per presentare le borse della nuova collezione. I presenti hanno raccontato che la tensione pre serata era palpabile, inoltre è stato chiesto loro di spegnere il wifi dei loro device e chiudere gli hotspot che avrebbero potuto interagire con gli aviogetti scelti per portare le borse in pelle e gioielli.

Insomma, gli ex enfat terrible della moda italiana hanno fatto parlare di loro anche sta volta.

case studies | Il Marketing nel mondo Fashion

Tra le sfilate più chiacchierate dell’ulitma settimana della moda milanese anche quella di Gucci. Il direttore creativo, Alessandro Michele, ha progettato per il brand di moda un allestimento angosciante, quasi macabro. I modelli infatti hanno sfilato in una finta sala operatoria con lettini, sedie di plastica. Le pareti verde ospedaliero e il sottofondo musicale hanno reso completa l’esperienze immersiva in cui Michele ha trascinato i suoi ospiti.

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La sorpresa è stata ancora più forte quando i modelli hanno iniziato a sfilare portano sotto braccio un calco della propria testa mozzata o finti cuccioli di drago e serpente. Sicuramente un’audace operazione di marlketing, che ha causato anche qualche polemica tra i più tradizionalisti.

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Sempre pronto a stupire è Diesel che con intelligenza ha saputo sfidare uno dei taboo della moda: il fake. Avete sentito parlare di DEISEL? Sì, non è un errore di battitura, si tratta del brand “tarocco” di Diesel. A ridosso della settimana della moda sulla nota Canal Street di New York (la via delle bancherelle dei prodotti contraffatti) è stato allestito un piccolo stand Deisel. Che in realtà non è un marchio contraffatto, bensì una special edition di Diesel, creata apposta per il temporary shop e in occasione della settimana della moda.

Deisel cambia la prospettiva delle contraffazioni, imitandosi da solo e allo stesso tempo producendo prodotto di qualità.

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Una provocazione riuscita? Parlano i numeri! Infatti dopo la rivelazione del brand, le magliette e i jeans comprate al pop-up store a poco più di 50$, sono state rivendute per più di 500 dollari on-line.

«Lettering simile al nostro, stile streetwear ma palesemente taroccato, prezzi in linea con quelli degli altri negozi della strada. Disordinato e scomposto pure l’allestimento… uno spasso – spiega Rosso –. E per non perderci il divertimento abbiamo filmato tutto: alcuni hanno percepito la somiglianza con i veri prodotti Diesel, ma hanno comprato comunque. E ora hanno tra le mani pezzi unici che, scommetto, finiranno su internet a prezzi altissimi, perché sono, di fatto, una limited edition che non verrà replicata».

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