S’intrecciano con la storia italiana le vicende di FontanaArte, negli anni Trenta Luigi Fontana chiama Gio Ponti – già direttore della rivista Domus – alla direzione artistica dell’azienda. Personalità eclettica, è fra i protagonisti del dibattito culturale di quegli anni

FONTANAARTE_BILIABILIA || DESIGN GIO PONTI

 FontanaArte può essere annoverata tra le aziende che hanno fatto la storia della luce e dell’arredamento Made In Italy. Al brand non sono mancati importanti collaborazioni con architetti e lighting designer, nomi che hanno contribuito a renderlo un importante progetto culturale italiano sull’architettura, l’illuminazione e l’arredamento.

FONTANAARTE_TOUR_01Tour, il tavolo con le ruote realizzato per FontanaArte dalla Signora dell’Architettura: Gae Aulenti

Anche la produzione storica dell’azienda si distingue per la presenza di oggetti dal design attuale e dalle forme seducenti, alcuni dei quali sono ormai diventati dei classici contemporanei esposti nei più importanti musei del mondo, come accade appunto per la lampada Bilia. Il successo di FontanaArte si consolida nella prima metà del Novecento, nonostante “l’esilio” del brand dal mercato durante la cosiddetta pausa bellica. Il periodo in cui, con la partecipazione dell’esercito italiano alla Seconda Guerra Mondiale, la lavorazione del vetro viene per legge limitata ai soli scopi militari. In questa fase l’azienda subirà di fatto una forte battuta d’arresto, anche a causa della distruzione dello stabilimento produttivo di via Tortona dovuta ai bombardamenti sulla città di Milano.

FontanaArte flagship milano2015 Fall Window Shops Fall shops windows at our Milan Flagship Store

Nonostante tutto, FontanaArte sarà guidata al successo da 4 personaggi fondamentali: Luigi Fontana l’imprenditore che diede vita al laboratorio vetrario con il designer Gio Ponti. Insieme intuirono le grandi potenzialità progettuali del cristallo applicate ai nuovi sistemi di illuminazione e degli arredi e si affidarono al genio creativo di Pietro Chiesa che fu subito nominato direttore artistico del brand. Gli importanti investimenti culturali e tecnologici hanno permesso di puntare sul mercato emergente dei mobili di design, trasformando FontanaArte da bottega artigianale a dipartimento specializzato in arredi moderni.

fontana_arte-Fontana, design Max Ingrand

Dopo la scomparsa improvvisa di Chiesa, la direzione passa all’architetto francese Max Ingrand, il quale dopo i danni del periodo bellico, riuscì a consolidare la fama di FontanaArte, aggiornando le produzioni e conducendo l’azienda nel mondo del design quale oggi noi lo concepiamo. È così che nasce l’azienda, che presto si distingue per una produzione raffinata e per la preziosità dei materiali utilizzati. FontanaArte significa lusso anche se prodotto in modo industriale: gli oggetti sono realizzati in piccole collezioni e spesso sono comunque pezzi unici. Come nel caso di Cartoccio, straordinari vasi lavorati a mano e ricavati dalla piegatura a caldo di una lastra di vetro. Cartoccio è un progetto di Pietro Chiesa (1932).

FONTANAARTE_CARTOCCIO_WHITECARTOCCIO || DESIGN PIETRO CHIESA

Fontana è invece un’icona intramontabile e un oggetto di design senza tempo, rappresenta l’abat-jour per eccellenza. Una lampada preziosissima in vetro soffiato satinato bianco nata dall’arte dei maestri vetrai che rende omaggio al genio creativo di Max Ingrand.

FONTANAARTE_FONTANA_BIG SIZE_01Fontana, design Max Ingrand

Altro piccolo capolavoro è Bruco, disegnata Vico Magistretti, si tratta di una sorgente luminosa che illumina le due sfere in vetro soffiato di una piccola lampada da parete.

fontanaarte_Bruco_wallBRUCO || DESIGN VICO MAGISTRETTI

Tra i collaboratori contemporanei di FontanaArte anche Renzo Piano, che si misura per la prima volta con il campo del design progettando una produzione coordinata di sistemi d’arredo in un unico materiale: il vetro, simbolo della storia produttiva dell’azienda. Una collezione di grandissimo pregio, composta da tavolo, libreria e consolle.

FONTANAARTE_TESO_BOOKCASETESO || DESIGN RENZO PIANO

Infine, in questa carrellata di prodotti iconici non poteva mancare la prima opera di Gio Ponti, la lampada 0024. Una sequenza di dischi orizzontali in vetro temperato trasparente dal carattere deciso per arredare anche spazi di grandi dimensioni con un’eleganza intramontabile.

FONTANAARTE_0024_SUSPENSIONLAMPADA 0024 || DESIGN GIO PONTI
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1 Comment

  1. […] le affascinanti riedizioni degli specchi Randaccio e F.A.33  firmati dal designer italiano Gio Ponti. Gubi si conferma un’azienda dinamica e coraggiosa, caratteristiche che ne hanno segnato […]

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