Nel più profondo Veneto c’è un istituto che è molto di più di una scuola. È un laboratorio di talenti dove gli studenti sono sostenuti ed incitati alla creatività produttiva. Mai sentito parlare di Fabrica?

fabrica casa talento benetton fabricantiFoto: fabrica.it || Fabricanti

Definita «una piccola, piccolissima Bauhaus» da Oliviero Toscani, Fabrica è un centro di ricerca fondato nel 1994, o meglio, una bottega di creatività contemporanea voluta da Luciano Benetton. Si tratta di una scuola in cui vengono insegnate un’ampia gamma di discipline: dal design alla grafica, dalla fotografia e i video al giornalismo. La struttura ospita un gruppo eterogeneo di under 25 da tutto il mondo che ricevono una borsa di studio annuale, alloggio e soprattutto una grande opportunità: la possibilità di mettersi in gioco e di sperimentare il loro talento.

Fabrica casa talento benetton group Fabricanti@Reed_YoungFoto: Fabricanti || Reed Young

Il centro è situato all’interno di una antica villa Palladiana del Seicento ristrutturata ed ampliata con un progetto dell’architetto Tadao Ando. Una superficie di 51.000 mq che comprende spazi destinati a studi, laboratori, aule, uffici, una sala cinematografica, la biblioteca e – non meno importanti – i luoghi di incontro. La galleria, il colonnato, una grande piazza sotterranea e tanti scalini che intrecciano un dialogo tra la villa secentesca e le costruzioni contemporanee, integrandosi a pennello nel paesaggio naturale. Non passa certo inosservato l’esterno dell’edificio, attraversato da una serie di astratte colonne circolari che non sorreggono nulla, ma che tagliano trasversalmente la costruzione.

Il celebre architetto giapponese ha realizzato un’opera dove le soluzioni avveniristiche si fondono armonicamente con le strutture del passato. Un edificio che l’architetto Tadao Ando ha progettato con l’intento di dare una grande importanza ai punti di ritrovo

la presenza di una serie di spazi, piazze, corridoi, gallerie e sale, sono stati realizzati appositamente per dare la possibilità alle persone di incontrarsi e conversare. Ho dato molta importanza ai punti di collegamento tra le costruzioni esistenti e quelle nuove, tra l’interno e l’esterno, tra uno spazio e l’altro. Punti in cui penetrano gli elementi naturali, come l’aria e la luce

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All’interno di questa splendida cornice, operano i talenti di Fabrica che, una volta superata una durissima selezione, hanno il compito di lavorare su progetti concepiti per stimolare i confini creativi, esplorando nuovi concetti e mettendo alla prova le proprie capacità pratiche. Esempio evidente di questa concezione sono i lavori firmati Fabrica presentati in occasione delle più rilevanti fiere del design.

Half Three è il progetto con cui l’istituito è approdato al London Design Festival, un cafè disegnato per offrire un’esperienza sensoriale e celebrare, attraverso il vetro e il colore, il tradizionale rito del tè inglese. L’installazione consiste di una serie di recipienti in vetro soffiato che contenngono differenti gradazioni di tè. La natura fluida del vetro soffiato crea un paesaggio visivo del liquido e si ha la sensazione che gli oggetti siano in movimento. Nel momento in cui la luce illumina i vasi, il colore naturale del tè crea un incantevole gioco visivo nello spazio.

I vetri, disegnati da Daniel Rous di Fabrica, sono stati completamente prodotti in Veneto. All’installazione presentata al 100% Design è stata integrata la presentazione della seduta Earl. Una sedia in faggio prodotta da Piaval. Grazie ad uno schienale avvolgente che si appoggia elegantemente sulle gambe posteriori, Earl garantisce il massimo comfort. La sedia è stata scelta per l’evento perché ricordava, nelle finiture, la gamma di tonalità dei tè di Half Three.

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Altro progetto interessante realizzato dal dipartimento Design di Fabrica è Da Vetro. Una collezione di cristalli disegnata per Please Do Not Enter, l’eccentrico negozio sito nel cuore di Downtown Los Angeles. Si tratta di una collezione composta da 22 oggetti di uso quotidiano (vasi, caraffe, cupole e contenitori) disegnati da sette giovani designer che hanno giocato con forme, equilibri e scale diverse osservando la gestualità e la postura umana. Anche questo progetto è stato interamente realizzato a mano in Italia, dal noto Maestro vetraio Massimo Lunardon. Inoltre ogni pezzo di questa preziosa collezione è numerato e prodotto in un’edizione limitata. Da Vetro rispecchia la grande cura e la maestria del design italiano attraverso le visioni creative contemporanee di un gruppo internazionale di designer provenienti da ogni angolo di mondo. (Francia, Scozia, Portogallo, Italia, Germania e Giappone: Ferréol Babin, Dean Brown, Catarina Carreiras, Federico Floriani, Pascal Hien, Tomomi Maezawa e Giorgia Zanellato)

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Fabrica è stata protagonista anche durante Maison & Objet a Parigi dove ha presentato le affascinanti ed intelligenti sculture di vetro della collezione Tutti Frutti. Queste elaborate composizioni tridimensionali riescono ad esaltare i diversi tipi di frutta grazie al contrasto creato dalle trasparenze fragili del vetro e i colori naturali del cibo.fabrica benetton groupTuttifrutti_SummerRain_CharlotteJuillard_10900

Infine, in questa carrellata di lavori realizzati da Fabrica ricordiamo la collezione À Table, che segna la collaborazione della scuola con il brand Atipico. La serie è stata elaborata a partire dalla convinzione che la tavola contemporanea sia un crogiolo di culture, usi e tradizioni diverse, immerse in esperienze culinarie multietniche. Della serie fanno parte bicchieri che ricordano nella forma le tazze usate nel rito tradizionale giapponese del tè, un set per aperitivo che si ispira alla tipica abitudine indiana di condividere e assaggiare tanti cibi diversi; i tovagliati, runner, guanti da cucina, grembiuli e tovaglie varie, riprendono nei colori i pattern grafici di antiche porcellane. E ancora piatti, taglieri e utensili. Un risultato eclettico ma coerente dove, grazie ad un design rigoroso, l’utilizzo di materiali diversi come la ceramica, il legno, il metallo, il vetro e il tessuto, non crea disturbo e dove ogni singolo dettaglio armonizza estetica e fruizione quotidiana.

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“Il nostro centro si propone di essere una fucina di artigiani d’altissimo livello. Non di artisti senza futuro” con queste parole Luciano Benetton tracciava, già al momento della conferenza stampa di presentazione, il destino di Fabrica. Visti i risultati a 21 anni dalla nascita del progetto, possiamo dire che Fabrica ha tenuto fede alle intenzioni del suo promotore.

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