Ti è mai capitato di riconoscere gli arredi nelle pellicole dei film? Agli appassionati di design capita spesso di chiamare per nome, quella che per altri è solo una “bella poltrona”, e certamente non è difficile distinguere pezzi di design mentre si guarda un film. Il product placement cinematografico d’altronde è una delle tecniche di marketing più datate e, allo stesso tempo, una strategia che non ha mai perso la sua efficacia.

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Un legame stretto ed innegabile quello tra cinema ed impresa, basti pensare che i primi ad inserire elementi commerciali dentro le pellicole furono i fratelli Lumière, cui pellicola La Sortie de l’usine Lumière mostra l’uscita degli operai dalle fabbriche di loro proprietà. Questo filmato può essere considerato il primo esempio di product placement, cui nascita coincide esattamente con quella del cinema. Oggetti e brand all’interno dei film non sono solo frutto di accordi finanziari, infatti in alcuni casi si tratta di vere e proprie esigenze di sceneggiatura. L’esempio più evidente è dato dal film 2001 Odissea nello spazio, dove Kubrick avverte l’esigenza di arredare il proprio set con mobili futuristici che possano rendere realistica la sua visione sul futuro, il film è infatti datato 1968.

2001 a Space Odyssey || lobby with Djinn  Chair

Per dare vita a quello che era solo un pensiero, Kubrick sceglie l’iconica poltrona Djinn per la sua forma avveniristica. Djinn è un progetto del designer francese Olivier Mourgue, e fu anche grazie alla diffusione del film che la poltroncina e il suo designer divennero noti al grande pubblico. La silhouette originale di Djinn è stata realizzata in acciaio, gomma piuma e tessuto jersey. Oltre alle linee curve, l’innovazione di Mourgue sta nel fatto di aver rivestito di tessuto l’intera forma, battezzando così una moda che ha caratterizzato tutto il design degli anni ’60.

Djinn chairs by Olivier Mourgue || Film&Furniture

Tra le lampade da terra invece, la celeberrima Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni è una delle più viste al cinema. Dal lussuoso living di Tony Stark, alias Iron Man, alle atmosfere più cupe di Closer e della saga di Twilight. L’opera più celebre dei fratelli del design italiano si caratterizza per le sue linee semplici che ne determinano una esemplare perfezione. L’accostamento di materiali differenti (lo stelo è in acciaio e la monolitica base in marmo) e la sua eleganza formale rendono perfetta questa lampada per tutte le ambientazioni. D’altronde quando si tratta di un’icona indiscussa di gusto è difficile non essere d’accordo, non credete?

Bozzetti Lampada Arco||Design Castiglioni per #FLOS

Arco svetta anche dal set di Una Cascata di Diamanti, dove l’intramontabile Sean Connery veste i panni dello 007 più invidiato del pianeta. Nella serie della spia inglese gli inserti di design sono vari e ripetuti, oltre ad Arco nel film del 1971 si riconoscono anche le inconfondibili forme curve di Up, la poltrona di Gaetano Pesce. In Casino Royale, quando il volto di Bond cambia faccia e viene interpretato da Daniel Craig, sulle scene riconosciamo le forme decise della poltrona Barcelonaproduzione Knoll. Anche in questo caso una icona storica del design. Knoll infatti la produce dal 1953 secondo le indicazioni del suo ideatore, l’architetto di origini tedesche Mies van der Rohe.

Design Mies van der Rohe, #Barcelona chair || KnollImage from the Knoll Archive

Barcelona, che per dovere di cronaca è presente anche in Tron Legacy e American Psyco, celebra una nuova estetica razionalista e deve il suo nome all’architettura per cui è nata: il padiglione realizzato a Barcellona per l’Esposizione Universale del 1929. Ormai diventata per molti un oggetto di culto, in pochi sanno che per facilitarne la produzione e renderla un arredo seriale Van der Rohe l’ha ridisegnata nel 1950 rivedendo leggermente il modello originale.

Design at Cinema || #Barcelona #Knoll

Tra le forme più innovative e certamente una delle produzioni più conosciute del designer danese Arne Jacobsen, è Egg Chair. Sedia che abbiamo visto almeno in 3 pellicole: Star System dove spicca chiaramente anche nella locandina, Zoolander e, di nuovo dalla saga di James Bond, Agente 007- Al servizio di sua maestà.

Egg chair || Fritz Hansen

I vantaggi del product placement sono molti, ad esempio la crescita della consapevolezza del brand, la fidelizzazione di clienti e potenziali compratori che trovano come conseguenza diretta l’aumento delle vendite. La promozione attraverso l’inserimento dei proprio prodotti nei film o in altri contesti mediale è tornata molto in voga anche in Italia, tecnica sdoganata grazie ad un decreto legislativo del 2010 emanato in ricezione di una direttiva europea, che ne ha permesso l’attuazione purché sia segnalato con un messaggio evidente all’inizio del programma e ad ogni ripresa dopo gli spazi pubblicitari. I vantaggi più evidenti per i brand sono l’esposizione, la frequenza e la targettizzazione, ciononostante esistono anche dei rischi, anzitutto la mancanza di controllo o addirittura un placement negativo, per creare opposizione tra i protagonista ed il suo antagonista. Insomma come ogni strategia anche quella del product placement deve essere accuratamente seguita e studiata per non rischiare di avere danni all’immagine della propria azienda.

 

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