Dopo il raffinatissimo progetto Marqué, il designer Alessandro Zambelli torna a confrontarsi con i metalli con una serie di appendiabiti in bronzo.

zambelli-bronzini

Con la sua interpretazione dell’Art Deco, il designer mantovano Alessandro Zambelli torna a far parlare di sé, grazie a i piccoli complementi d’arredo progettati per il brand veneto Portego. Presentati in anteprima durante l’ultimo Maison et Objet, i Bronzini sono una serie di appendiabiti da parete realizzati con l’antica tecnica della colatura del metallo in stampo di sabbia e trae ispirazione dai battiporta di età rinascimentale. Ricchi di fascino, dalla grande forza visiva e profondi significati allegorici i picchiotti erano tradizionalmente posizionati sulle residenze nobiliari dell’epoca.

#Bronzini design Zambelli per #Portego @ Maison Objet 2017

I Bronzini di Zambelli si caratterizzano per un design essenziale eppure prezioso. Sculture bronzee capaci di unire il gusto tipicamente rinascimentale per la perfezione delle forme, ad un tratto estetico di raffinatezza minimale, quasi rigorosa, di impronta squisitamente Art Deco.

#Bronzini design Zambelli per #Portego @ Maison Objet 2017

I piccoli complementi sono un insieme di linee fluide. Linee che si susseguono a delineare superfici geometriche inedite in un abile gioco di perfetta armonia formale che appare impreziosito ed accentuato dall’effetto lucido del metallo. Ancora una volta il design di Zambelli mette in evidenza richiami storici ricercati e sono frutto di puro artigianato.

Dopo essere stato estratto dallo stampo, ogni Bronzino viene sottoposto ad un intervento di lucidatura a specchio nella sua parte frontale, operazione che enfatizza e mette in risalto la lucentezza rosea del bronzo; le rifiniture degli spessori vengono invece lasciate porose e mantengono le tracce visibili del processo di colatura del metallo, sottolineandone la matericità.  Tutte le fasi di questa antica tecnica artigianale vengono realizzate rigorosamente a mano.

 

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI
Share on FacebookShare on LinkedInTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *