Iglooo vi porta a teatro. Una riflessione su architetture incredibili, trucchi di scena e il racconto del Faust del Collettivo Anagoor

ARCHITETTURA A TEATRO ||IL FAUST COLLETTIVO ANAGOOR

Dare forma allo spazio, plasmare città, creare luoghi in pochi metri, far vivere architetture illusorie. Quello tra il teatro e l’architettura è un rapporto duraturo ed affascinante. Dalle sontuosità del passato alle visioni più minimali della contemporaneità. Non solo scenografie mobili, ma addirittura teatri che propongono scenografie fisse e assolutamente perfette. Il Teatro Olimpico del Palladio, per ricordarne uno, è decorato da 95 statue realizzate in pietra che rappresentano i personaggi legati alla fondazione del teatro stesso. La scenografia riproduce le sette vie di Tebe che si intravedono nelle cinque aperture del proscenio grazie a un raffinato gioco prospettico.

ARCHITETTURA E TEATRO VICENZA TEATRO OLIMPICO PALLADIO

L’architetto a teatro è una sorta di inventore di spazi, un visionario che crea con piccoli escamotage illusioni visive. Come aveva evidenziato anche Dante Ferretti, scenografo Premio Oscar, che durante la cerimonia di consegna della Laurea ad Honoris Causa in architettura, definisce gli scenografi “architetti delle bugie”.
Il rapporto imprescindibile tra teatro (e cinema) e l’architettura è evidente se si pensa all’importanza delle ambientazioni ai fini del racconto. 
Da questa riflessione partiamo per raccontare, da un punto di vista architettonico, il FAUST portato in scena al teatro Valli di Reggio Emilia dal Collettivo Anagoor con la regia di Simone Derai.

ARCHITETTURA A TEATRO || IL FAUST COLLETTIVO ANAGOOR

Il sipario si apre su un’architettura semplice ed imponente. Le assi in legno sbiancato sono interrotte da aperture, finestre e botole funzionali al racconto dell’opera. La prima scena a cui lo spettatore si trova di fronte è una composizione fotografica perfetta, bilanciata. E subito ne rimane affascinato. All’interno della scena minimale si muovono personaggi in costumi essenziali eppure, piccoli accorgimenti, rendono impeccabile l’allestimento.

ARCHITETTURA A TEATRO ||IL FAUST COLLETTIVO ANAGOOR

La storia è quella raccontata da Jules Barbier e Michel Carrè tratta dal Faust di Goethe e musicata da Charles Gounod. La narrazione delle fragilità umane passa nell’intervento del demonio nella vita del dottor Faust, il protagonista tornato giovane si innamora della giovane Margherita, sorella del condottiero Valentino in procinto di partire per il fronte. Margherita cede alle avances del Faust che la fa innamorare di sé grazie agli inganni di Méphistophélès (il diavolo). Al suo ritorno, Valentino scopre che la sorella è stata compromessa da Faust e i due si sfidano a duello, ma grazie all’aiuto di Méphistophélès, Faust ha la meglio e il guerriero muore maledicendo Margherita. Nell’ultima scena Margherita si accorge che il fedele aiutante del suo amato Faust è il demonio e riesce a sconfiggerlo grazie alla sua fede e all’intervento dell’arcangelo Gabriele. Un dramma lirico complesso e coinvolgente che appassiona anche per i suoi passaggi intricati e cervellotici.

ARCHITETTURA A TEATRO ||IL FAUST COLLETTIVO ANAGOOR

L’allestimento andato in scena a inizio dicembre al teatro Valli di Reggio Emilia si caratterizza per una tensione spietata, giochi di chiaroscuro, scenografie in cui prevale il bianco, il nero e le tonalità del grigio nelle quali spiccano i dettagli fluo dei costumi dei protagonisti. L’impatto visivo con il Faust di Gounod nell’allestimento scenico del collettivo Anagoor* è curato nei minimi dettagli.

ARCHITETTURA A TEATRO ||IL FAUST COLLETTIVO ANAGOOR

Scenografie minimali ricche di simbolismi e pulsioni vitali, contrasti cromatici e i personaggi che si muovono in un unico spazio scenico dilatato che fa da contenitore a diverse ambientazioni.

ARCHITETTURA A TEATRO ||IL FAUST COLLETTIVO ANAGOOR
La messa in scena del Faust di Anagoor è iper-mediale: codici linguistici diversi intervengono nella scena, dal video al canto lirico, dalla fotografia agli espedienti meccanici. Il risultato è sorprendente e ricco nel suo estremo minimalismo.

PER INFO SULL’OPERA: scheda I TEATRI – REGGIO EMILIA


* tra le realtà emergenti più interessanti e stimolanti del teatro di prosa italiano. Già vincitore nel 2016 del premio dell’Associazione Nazionale dei Critici Teatrali “per l’innovativa ricerca teatrale” e candidato al Premio Europa per il Teatro 2017.

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